Come Sincronizzare Due Cartelle

Se perdete tantissimo tempo a copiare e incollare i vostri file tra due cartelle e vi siete stancati di fare questa procedura, allora ho il programma che fa al caso vostro e si chiama FreeFileSync. Il software è gratuito e permette di sincronizzare due cartelle in modo completamente automatico.

ScIl primo passo da fare è collegarvi all sito ufficiale Clicchiamo sul pulsante “Download Now” e scarichiamo il programma nel nostro Personal Computer. Finito il download facciamo doppio clic sul file “FreeFileSync_v3.1_win32.exe” e seguiamo la procedura guidata per portare al termine l’installazione.

freefilesync
Finita l’installazione facciamo doppio clic sull’icona del programma presente sul desktop clicchiamo sul pulsante “Sì” per confermare l’installazione automatica degli aggiornamenti automatici. Nella finestra che si apre, facciamo clic sul pulsante “Sfoglia” che si trova in alto a sinistra, per selezionare la cartella di origine che vogliamo impostare per la sincronizzazione.

Ora clicchiamo sul pulsante “Sfoglia” che si trova nel pannello a destra e scegliamo l’altra cartella che dobbiamo sincronizzare. Non ci resta che cliccare prima su “Compara” e poi su “Sincronizza” per sincronizzare fra di loro le due cartelle. Possiamo anche sincronizzare più cartelle fra di loro cliccando sul pulsante verde con il simbolo ” ” e aggiungere tutte le cartelle che vogliamo.

Come Smontare e Testare l’Alimentatore del Computer

Quante volte vi è successo di usare il Pc mentre fuori fa brutto tempo. Nel mezzo di una ricerca il vostro pc si spegne e quando cercate di riaccenderlo non da segni di vita. Le cause possono essere molteplici, ma di solito il componente principale ad abbandonarci è proprio l’alimentatore.. In questa guida vi spiegherò come essere certi del suo corretto funzionamento senza avere bisogno dell’uso di strumenti particolari e senza la necessità di portare il Pc da un tecnico.

La prima cosa da fare è quella di staccare tutti i cavi e fili attaccati al vostro PC facendo attenzione alla posizione in cui si trovano (soprattutto se non siete molto esperti in queste cose) in modo da poterli collegare correttamente una volta terminato il lavoro. Ora che avete staccato tutti i fili dovete prendere il vostro cacciavite a croce e cominciare a svitare il pannello laterale sinistro del vostro PC.

Una volta tolta la paratia esterna dovete svitare le 4 viti che tengono attaccato l’alimentatore al case. Ora guardate dentro il PC ed individuate tutti i cavi che partono dall’alimentatore e che sono attaccati ai vari componenti, dovete staccarli tutti. Solitamente i cavi principali da staccare sono tre, quello della scheda madre, dell’hard disk e del lettore cd.

Una volta staccati tutti i cavi potete procedere nello sfilare l’alimentatore dal suo alloggio.Mentre lo sfilate aiutatevi con una mano nello spostare i cavi in modo che non si incastrino tra le lamiere del case.Ora avrete bisogno di individuare il connettore della scheda madre, facilmente riconoscibile in quanto è il connettore più largo che vedete.

Ora che avete individuato il connettore prendete il filo di rame e spellarlo da entrambi i lati. Cercate il filo verde del connettore (corrispondente al positivo dell’alimentatore) e infilategli dentro un capo del filo di rame, l’altro capo va collegato a ponte ad un qualsiasi filo nero che vedete (che rappresenta la massa). Ora collegate il cavo di alimentazione all’alimentatore e dopo alla presa della rete elettrica, infine premete il pulsante di accensione.

Eseguendo questa operazione faremo in modo di emulare l’accensione del PC semplicemente mettendo un filo di rame a ponte con il positivo e il negativo dell’alimentatore. Per verificare il corretto funzionamento dell’alimentatore basta guardare la ventola posta su di esso, se la ventola entra in azione vuol dire che l’alimentatore è funzionante, quindi il “guasto del vostro PC” è da imputare a qualche altro componente.

Come Sostituire la Batteria del Bios del Portatile

Può capitare, che all’accensione del nostro computer troviamo data e ora errate o che le impostazioni del bios si siano azzerate, o addirittura che la macchina non voglia avviarsi. Può capitare inoltre che sullo schermo compaia una scritta di questo genere CMOS checksum error” o “CMOS read error”.

Se succede non preoccupatevi, è la batteria del bios che si è scaricata e va sostituita. Per fare questa operazione, dobbiamo iniziare togliendo il laterale del case, cerchiamo di localizzare la batteria tampone, quella che somiglia ad un soldo, una volta localizzata se ci rendiamo conto che non è sovrastata da fili, e non è troppo difficile arrivarci, possiamo sostituirla da soli. Di solito nel portatile la batteria bios è facilmente raggiungibile.

Una volta localizzata e libera da ogni filo o ostruzione varia, prendiamo una penna o anche un giravite e facciamo leva sulla linguetta per far si che la batteria si sganci. Udirete un piccolo rumore metallico, nella maggior parte dei casi che certifica l’uscita della batteria dalla sua postazione.

Rimuovi la batteria e sostituiscila con una nuova acquistata in un qualsiasi negozio di elettronica, per pochi centesimi di euro. Togliamo la nuova batteria dalla confezione e la poniamo nel suo alloggiamento, di solito con il simbolo ” ” rivolto verso l’alto, per sicurezza controlliamo sempre. Facciamo una leggera pressione in modo che  un click metallico ci affermi l’avvenuto posizionamento della batteria. Riaccendi il pc e reimposta data e ora.

Come Sostituire Processore del Computer

La CPU, o microprocessore, è il cuore di ogni computer: da essa dipendono gran parte delle prestazioni complessive del sistema. Sostituendolo con uno più performante, quindi, si può ottenere un computer più veloce senza doverne acquistare uno nuovo. La sostituzione della CPU, però, è un’operazione molto delicata perché, se non fatta correttamente, rischia di danneggiare il computer che potrebbe non avviarsi più.

Prima di procedere alla sostituzione del processore è necessario capire quali sono i processori che si possono installare sulla propria. CPU-Z analizza il sistema e ti fornisce alcune informazioni sull’hardware. Vai nella scheda CPU per rilevare il modello di processore installato sul computer. Lo puoi leggere nel campo Name sotto la voce Processor. In Package, invece, è indicato il tipo di socket della scheda madre, ovvero il tipo di attacco usato anche per la ventola ed il dissipatore. Spostati, ora, nella scheda Mainboard, dove in Manufacter puoi rilevare il nome del produttore della scheda madre mentre in Model è indicato il modello della stessa. Queste informazioni ti servono per scoprire, attraverso il manuale o il sito del produttore, quali processori possiamo installarci.

Ora, per prima cosa prendi il tuo PC e scollega tutti i cavi di alimentazione e tutte le eventuali periferiche presenti. Scarica l’energia elettrostatica accumulata dal nostro corpo (è molto pericoloso toccare parti del computer quando le nostre mani sono elettrostatiche, perciò usa dei guanti in lattice per sicurezza!) e, servendoti di un cacciavite, rimuovi il pannello laterale dell’unità centrale per poter accedere all’interno del case. Per eseguire ogni operazione nel modo più comodo, carica il case su un tavolo o su una superficie ampia e stabile.

La prima cosa che devi fare, una volta aperta l’unità centrale, è scollegare il cavo di alimentazione della ventola del processore della scheda madre come da immagine. Dopo averlo fatto devi sbloccare gli agganci che fissano il dissipatore e la ventola alla motherboard. Ci sono differenti tipi di agganci a seconda del socket ed in alcuni casi sarà necessario ruotare alcuni perni con un cacciavite, mentre con altri modelli si dovrà agire su una leva di sblocco.

A questo punto puoi rimuovere il dissipatore e la ventola per accedere allo slot su cui è presente la CPU. Attraverso la piccola levetta presente sblocca il meccanismo che tiene fissato il processore al socket della scheda madre e servendoti di due dita tira verso l’alto la CPU, facendo opportuna attenzione a non piegare i vari piedini. Una volta rimosso il vecchio processore, riponilo nella scatola del nuovo e conservalo bene.

Ora prendi la nuova CPU ed inseriscila nel socket della scheda madre. Il processore ha una forma più o meno quadrata: per non sbagliare il verso col quale dev’essere inserito, alcuni spigoli hanno una forma irregolare in modo da consentire l’installazione solo nel verso giusto. Riponi, quindi, il meccanismo di blocco nella posizione originale per fissare la CPU alla motherboard e fai molta attenzione a non piegare alcuna piccola parte di questo delicatissimo oggetto.

All’interno della confezione di vendita della nuova CPU, oltre al dissipatore, è presente un piccolo tubetto con della pasta termica. Dovrai applicarne un po’ sulla superficie del processore e stenderla per formare uno strato sottile ed omogeneo. Questa pasta serve a favorire un migliore contatto tra CPU e dissipatore in modo da assicurare un buon raffreddamento e disperdere il calore generato, perciò è di estrema importanza che non dimentichi di applicare la suddetta pasta.

In conclusione, posiziona il nuovo dissipatore sul socket della scheda madre e fissalo servendoti del meccanismo di cui è dotato. Con i processori Intel si dovranno premere i quattro perni laterali fino ad inserirli completamente sulla motherboard, mentre con quelli AMD viene usato un meccanismo con leva di blocco. Dopo aver fatto ciò, collega il cavo di alimentazione della ventola alla scheda madre e richiudi il case. Ora puoi ricollegare le periferiche e riavviare il sistema.

Come Scegliere Cuffie per Pc

Spesso ascoltare la musica in bassa qualità non ci consente di apprezzarne completamente tutti i dettagli; dettagli che spesso distinguono la bella musica dal resto. Nella guida sono spiegate in maniera accessibile tutte le specifiche tecniche delle comuni cuffie in commercio, e troverai una serie di suggerimenti per compiere un ottimo acquisto con una giusta spesa.

In questa guida facciamo riferimento in modo particolare alle cuffie per ascoltare la musica. Bisogna comunque considerare che oggi sono disponibili anche modelli destinati per giocare. Relativamente a questi dispositivi è possibile vedere questa guida sulle cuffie gaming pubblicata sul sito Opinionierecensioni.com.

La musica è un insieme di suoni e emozioni, ma spesso la prima delle due caratteristiche non viene apprezzata a dovere, poiché gli strumenti di riproduzione sono inadeguati e non forniscono una buona resa d’ascolto. Infatti le casse del portatile, gli auricolari in dotazione ai cellulari o ai lettori mp3 sono spesso i più utilizzati ma allo stesso tempo sono i più scadenti. Se è invece tuo desiderio ascoltare degnamente la musica che ti piace, riuscirai con una piccola spesa ad acquistare un buon prodotto.

Innanzitutto assicurati che la musica che ascolti sia in formati di alta qualità. Recati in un negozio di elettronica di consumo, oppure fai una ricerca su internet fra i negozi di ecommerce. Nel reparto “cuffie” troverai probabilmente una sfilza infinita di prodotti di tutte le marche e di tutti i prezzi. Per prima cosa stabilisci il “budget economico” della spesa, cioè quanto sei disposto a spendere.

Analizziamo ora le specifiche tecniche. Dietro ogni scatolo troverai più o meno sempre questi dati: la risposta di frequenza (misura in hertz – simbolo Hz – della gamma di frequenze che un riproduttore riesce a fornire in uscita), la sensibilità (in dBSPL, indica il valore minimo di volume del segnale per una resa sonora ottimale) e l’impedenza (misura in ohm – simbolo “Omega” – della resistenza offerta dall’amplificatore).

La risposta in frequenza di una cuffia è relativamente importante, ma non va sottovalutata. Infatti un umano di età media riesce a percepire un range di frequenze pari a 30-18000 Hz, mentre per un ragazzo di 15-20 anni il range è più elevato. Perciò un buon range di frequenze offerto dalle cuffie deve essere più ampio di quello percepibile in natura dall’orecchio umano. Inoltre più gli estremi si spingono verso gli infrasuoni (20000 Hz) e maggiore sarà la fedeltà dei valori centrali di frequenze.

La sensibilità è un parametro molto importante in quanto tiene conto di molte variabili di costruzione e rivela spesso la vera qualità di un prodotto. Infatti essa ci fornisce il valore minimo di volume che deve avere il segnale in uscita dal riproduttore (ad. esempio dal lettore mp3) per far sì che le cuffie rendano qualitativamente bene. Perciò valori di sensibilità maggiori di 90 dB sono buoni. I migliori sono quelli intorno ai 105-109 dB.

Infine l’impedenza è concettualmente la “resistenza” che oppone la cuffia al passaggio e alla riproduzione del segnale audio. Perciò valori alti di impedenza solitamente producono un minore volume massimo in uscita. Di contro però valori bassi di impedenza producono un maggiore livello di distorsione. Perciò orientati sempre su valori di impedenza compresi fra 32 e 50 Ohm. Resta però da definire un’ultima legge fondamentale: la marca garantisce una buona fattura delle cuffie e una buona qualità dei materiali. Perciò non orientarti su marche sconosciute e di basso costo (pur offrendo buone specifiche) in quanto peccano poi di qualità nei materiali in cui sono costruiti gli altoparlanti e la circuiteria.

Come Nascondere i File in Immagini in Windows

In questa guida spieghiamo come nascondere i file in immagini in Window.ss.

A prima vista può sembrare strano e complicato ma vi assicuro che è semplicissimo.

Per poter nascondere un file (si consigliano archivi .rar) in una immagine è sufficiente utilizzare il comando “copy /b” che permette di unire due file in modo binario.

Creiamo il nostro archivio.rar e procuriamoci un’ immagine (bella grande in modo che le dimensioni finali non diano sospetti)
Copiamo entrambi i file in una cartella in C:\ con il nome “prova” (naturalmente il nome può essere variato)
Apriamo il prompt dei comandi.
Posizioniamoci all’interno della nostra cartella prova digitando il comando (premere Invio per confermare i comandi)
cd c:\prova
A questo punto dobbiamo utilizzare il comando, prima citato, copy /b in questo modo:
copy /b immagine.jpg + archivio.rar immagineConFileNascosto.jpg

Visualizzare i file dell’archivio .rar

Posizioniamoci sul file prova.jpg o come lo abbiamo chiamato.
Cliccare su Apri con – Programma – selezioniamo Gestore archivi WinRAR.

Nascondere i file in immagini in Windows è quindi molto semplice.

Come Montare Immagini ISO

In Linux esistono diverse utility per poter gestire immagini di diversi tipi ma in questo articolo presenteremo un programma che risulta essere uno dei più completi, dotato di interfaccia grafica e multilanguage, Furius ISO mount.

Caratteristiche:

Monta automaticamente ISO, IMG, BIN, MDF e NRG Image File.
Crea automaticamente un punto di montaggio nella vostra home directory.
Unmounts automaticamente il file di immagine.
Rimuove automaticamente la directory di mount per far tornare la vostra home directory al suo stato precedente.
Montaggio di immagini multiple.
Collegamento con Brasero o Nautilus (a scelta) per masterizzare le immagini
Genera checksum MD5 e SHA1.
Genera automaticamente un file di log di tutti i comandi necessari a montare e smontare le immagini manualmente.
Procediamo al download e all’installazione come illustrato di seguito…

Dobbiamo prima precisare che esistono 2 versioni del programma una python e l’altra mono la differenza sta che la versione python è solo in inglese ma supporta il drag n drop (invece di cliccare susfoglia trasportiamo il file di immagine all’interno del apposito riquadro e questa viene montata).

Colleghiamoci al sito ufficiale nella sezione riguardante il programma in questione, scorriamo la pagina fino alla sezione in cui sono disponibile le ultime versioni (al momento quelle nell’immagine, il procedimento di intallazione non dovrebbe cambiare in caso di future versioni):

e scegliamo la versione che ci interessa (consigliamo comunque la versione Mono perchè è disponibile in italiano), per entrambe le versione sono disponibili più pacchetti:

se avete Debian o derivati come Ubuntu, Kubuntu, ecc… scaricate il pacchetto .deb
in alternativa scaricate il pacchetto dei sorgenti furiusisomount-X.X.X.X.tar.gz (dove le X rappresentano la versione) che dovrà essere compilato
CASO 1 (file .deb):

Scarichiamo il pacchetto e facciamo doppio click poi clicchiamo su Installa Pacchetto (se rischiesto inseriamo la password di root e scarichiamo i pacchetti necessari)

CASO 2 (file .tar.gz):

Versione Mono:

Innanzitutto, se non è è già presente, procediamo all’installazione di mono.
per chi ha ubuntu basterà dare da terminale il comando:

sudo apt-get install build-essential mono-gmcs fuseiso libgtk2.0-cil libmono-system2.0-cil gksu
Ora possiamo installare Furius ISO mount, estraiamo l’archivio e apriamo il terminale posizionandoci nella cartella appena estratta (cd nomecartella)
Per installare un programma da sorgente dovremmo dare i seguenti comandi:
./configure
make
make install
Versione Python:

Per lanciare il programma è sufficiente dare il comando:

./furiusisomount
FUNZIONAMENTO

Una volta eseguito il programma basterà:

cliccare su Browse
scegliere la nostra immagine
cliccare su:  Mount per montarla; Checksum per generare il checksum-file; Burn per masterizzarla con il software scelto a lato (Brasero o Nautilus)
Ecco che la nostra immagine verrà montanta senza alcuno sforzo.

Come Convertire Video con Linux

In questo articolo spiegheremo come procedere alla conversione di un qualunque tipo di video (per esempio .flv scaricato da MegaVideo o youtube… Per scaricare i video da qualunque sito vi rimando a questo articolo in cui mi sono soffermato sul caso MegaVideo ma il procedimento è uguale anche per youtube ed altri…); è presente anche questa guida specifica per i limiti di tempo e download file da Megavideo, MegaUpload e Veoh.

L’unica cosa di cui necessitiamo è Avidemux, un semplice ma efficace editor video (può essere usato anche per estrarre tracce audio oppure tagliare o unire video).

Avidemux è un software OpenSource (e pericò naturalmente gratuito) che include diversi formati come AVI, QuickTime, MPEG, OGM, MP4, ASF offrendo anche la possibilità si supportare tutto ciò per cui abbiamo installato un codec…

Ubuntu: apriamo Synaptic (Sistema => Amministrazione => Gestore pacchetti Synaptic) e cerchiamo “Avidemux” (installiamo, se presente, anche “Avidemux-common”)

Kubuntu: apriamo il terminale e diamo il comando

sudo apt-get install avidemux-qt
Per altre distribuzioni (a meno che non troviate qualcosa di “pronto”) installare i sorgenti scaricabili da sito ufficiale.

INSTALLAZIONE DEI SORGENTI:
Estraiamo i files dal pacchetto .tar.gz appena scaricato (vedi sopra) con il comando da terminale (possiamo in alternativa posizionarci sul pacchetto e con tasto destro cercare l’opzione “Estrai” o simile…):
tar -zxvf nomefile.tar.gz

Dalla versione 2.4 (quella che avete scaricato) basta solo dare il comando da terminale, dopo esserci posizionati nella cartella contenente i sorgenti:
cmake .
e poi

make
UTILIZZO

Ora che il software è stato installato possiamo procedere alla conversione.

Nell’esempio convertiremo un video in formato .flv in un video in formato .avi (il procedimento è analogo per altri formati di video)

Apriamo Avidemux e clicchiamo su Apri selezionando il video che vogliamo convertire (per esempionomedelvideo.flv)
Nel menù di sinistra impostiamo:
Video = “MPEG 4 ASP (Xvid4)” (se non è presente cerchiamo qualcosa del tipo “Xvid”, “Divx”… Se nulla di ciò è disponibile dovremmo scaricare un codec xvid, divx, ecc…)
Audio = “MP3 (LAME)” (se non è presente cerchiamo qualcosa del tipo “MP3″)
Formato lasciamo “AVI” (se volessimo trasformare il nostro video in un altro formato modificheremo questa opzione con quello interessato, es. MP4, PSP, ecc…)
Infine clicchiamo su File => Salva => Salva video… per avviare il processo di conversione (potrebbe durare anche molto tempo se il video è di dimensioni notevoli, il tempo impiegato dipenderà naturalmente dalla velocità del vostro computer).

Molto interessante.

Come Installare e Rimuovere Programmi in Linux

Ormai esistono diverse utility per installare software con le varie distribuzioni linux ma tenere a mente come eseguire questi procedimenti “da terminale” è sempre utile…

Nell’articolo tratteremo come Installare, Rimuovere e Aggiornare pacchetti .RPM, .TGZ, .DEB, .SH, .RUN e naturalmente software da sorgente, sfatando così il mito che l’installazione di software sotto Linux è complicata e a volte quasi impossibile per le difficoltà d’uso del terminale… è importante far notare che anche se vengono presentati gli eventuali comandi da teminale in alcuni casi (verrà specificato) il tutto si può ridurre a un doppio click come in ambiente Windows (ad esempio con pacchetti .RPM e .DEB).

Software da Sorgente

Decomprimiamo il file
tar -xvzf nome-file.tar.gz

oppure (dipende dall’estensione dell’archivio)

tar -xvjf nome-file-tar.bz2

A questo punto è necessario eseguire i seguenti comandi che andranno prima a controllare la disponibilità di tutto il necessario alla compilazione e poi a compilare il pacchetto inserendo, nella maggior parte dei casi, l’eseguibile nella directory /usr/local/bin
./configure

make

su (richiede la password di root)

make install

Per eseguire l’applicazione basterà scrivere il nome del suo eseguibile (che di solito coincide con il nome dell’applicazione) nel terminale e premere invio.

Molte volte dopo il comando ./configure si ricevono diversi errori dovuti alla mancanza di componenti necessari che vanno perciò cercati e installati a parte…

Software .RPM

Per installare questo tipo di pacchettiè sufficiente utilizzare il comando da terminale
rpm -i nome-pacchetto.rpm

oppure

rpm -ivh nome-pacchetto.rpm

Se si vuole solo aggiornare un pacchetto già installato bisogna eseguire
rpm -U nome-pacchetto.rpm

oppure

rpm -Uvh nome-pacchetto.rpm

Per rimuoverlo
rpm -e nome-pacchetto.rpm

…è comunque importante ricordare che la maggior parte delle attuali distribuzioni che utilizzano questi tipi di pacchetti contengono pre-installate utility in grado di semplificare il tutto riducendo l’installazione a un doppio-click sul file.

Pacchetti .TGZ

Per questo tipo di pacchetti utilizzeremo lo script “integrati”: explodepkg e il tool installpkg

Per estrarre l’archivio TGZ nella directory corrente eseguiamo il seguente comando da terminale
explodepkg nome-pacchetto.tgz

Per installare il pacchetto TGZ
installpkg [opzioni] nome-pacchetto.tgz

Opzioni:

warn mostra i file e le directory che verrebbero create senza eseguire l’installazione

r installa i pacchetti contenuti a partire dalla directory corrente

m genera un archivio tar.gz (ma con estensione .tgz) costitito dal contenuto della directory corrente

Per rimuovere un pacchetto TGZ il comando da terminale è il seguente
removepkg nome-pacchetto.tgz

Per aggiornare un pacchetto TGZ esistente
upgradepkg nome-pacchetto-vecchio nome-pacchetto-nuovo

Pacchetti .DEB

è sufficiente fare doppio click sul pacchetto ma se ciò non fosse possibile esistono naturalmente i comandi da terminale…

Installare il pacchetto
sudo dpkg -i pacchetto.deb

Disinstallare il pacchetto (è preferibile utilizzare Synaptic):
sudo dpkg -r pacchetto.deb

Script .SH e .RUN:

prima di eseguire questo tipo di file è necessario renderli eseguibili con il comando da terminale

sudo chmod a+rwx pacchetto.sh (oppure pacchetto .run)

Per eseguire lo script (dopo averlo reso eseguibile con il comando precedente)
sudo ./pacchetto.sh (oppure pacchetto .run)

Molto interessante.

Programmi Utili per l’Hard Disk

I computer sono diventati una componente molto importante della nostra vita quotidiana, siamo cresciuti con l’aspettativa di un desktop più veloce e computer portatili all’ultimo grido per svolgere le nostre attività giornaliere. Uno dei maggiori problemi che affligge i processori e gli hard disk sempre più veloci e posizionati in spazi sempre meno ampi, è l’aumento delle temperature, raggiungono infatti molto rapidamente alte temperature soprattutto nei periodi caldi; se quest’ultime non vengono monitorate e tenute sotto controllo, possono causare grossi problemi al nostro Hardware.

Il surriscaldamento è una delle principali cause di guasti al disco rigido. Altri sintomi come la lentezza, i programmi che non rispondono e si bloccano o si riavviano per conto proprio, a volte possono essere attribuiti a surriscaldamenti dei componenti interni.

Quando un processore si rompe, si andrà incontro ad una spesa non indifferente per sostituirlo. Tuttavia, quando un disco rigido ci abbandona, i danni per la perdita di dati possono essere molto, più costosi.

Real Temp

Real Temp è un’applicazione per desktop o laptop che permette un controllo globale della temperatura, infatti reperisce le informazioni di temperatura da tutti i processori Intel Core e permette anche di calibrare i sensori per ogni singola CPU o macchine dual-quad-core. E a differenza di molti altri programmi, funziona bene sia sui laptop che sui desktop. Real Temp si esegue senza installazione. Può essere estratto in una cartella o disco esterno e avviato direttamente da lì.

Viene preimpostato di default alle temperature massime di ogni singola configurazione, che possono essere facilmente regolate, fornisce anche un’opzione per un allarme che avvisa del superamento di determinate temperature, permettendo così all’utente di spegnere il computer e risolvere, se necessario, eventuali problemi.

Core Temp

Core Temp è un’applicazione che comprende la maggior parte di processori Intel e AMD CPU, e funziona su Windows XP Service Pack 2, 2003 Server, Vista e Windows 7 (sia a 32 bit che a  64-bit). Uno degli strumenti utili che include è la possibilità di salvare le informazioni, cosa molto utile quando si monitora la temperatura del portatile per lunghi periodi di tempo cercando di rilevare se alcune fluttuazioni sono normali o rappresentano i primi segnali di eventuali problemi.

SpeedFan

SpeedFan è un’applicazione di monitoraggio della temperatura leggero ed affidabile, che ha il vantaggio di monitorare anche la velocità delle ventole, in quanto esse sono una parte importante per la salvaguardia del computer.

Può essere impostato per controllare la temperatura del disco rigido, la temperatura della CPU e la temperatura interna generale del computer. SpeedFan è un interessante programma che ti permette di fare molto, ma non funziona su tutti i modelli di notebook per il semplice fatto che le temperature sono configurate in modo diverso da modello a modello. Nonostante ciò, resta un monitoraggio affidabile della temperatura interna del computer anche quando alcune delle altre caratteristiche non sono disponibili; fornisce un ottimo sistema di rilevazioni per eventuali problemi dovuti alle temperature. Può essere impostato per emettere all’avvio un suono di allarme se la temperatura diventa troppo alta.

Ci sono molti problemi difficili da diagnosticare e correggere, ma per fortuna, le alte temperature non rientrano in essi. Dovrebbe essere una delle prime cose da controllare quando si avvertono rallentamenti o errori del disco rigido. Tutto ciò che serve è attenzione e uno dei programmi sopra elencati, e il problema può essere corretto prima che diventi incorreggibile.

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