Come fare giornalismo su Twitter

 

E’ davvero possibile fare giornalismo via web, seduti alla propria scrivania? Beh, si!

Prendiamo ad esempio Andy Carvin. Lo conoscete? Ha 41 anni e fa informazione cinguettando. I numeri di Twitter (Followers, Tweet…) sono dalla sua parte.

Ma cos’ha di speciale Andy? Proviamo a capirlo.

Il primo problema del giornalismo (online e non) è capire chi davvero è attendibile. Se abbiamo una fonte che ammette di aver visto il soggetto A protestare in piazza, è possible che quella fonte menta, volendo o non volendo. Se abbiamo però 20 fonti che ammettono di aver visto la stessa cosa, è probabile che quella cosa sia davvero accaduta.

Se possibile, è sempre meglio procurarsi audio e/o video dei fatti; velocizzano la diffusione dell’informazione.

Ma la vera domanda è: si può davvero dire tutto in 140 caratteri?

Se a quest’attività ci si dedica del tempo, è bene offrire un flusso continuo di informazioni. In questo caso, essendo l’informazione suddivisa in più Tweet, non si pone il problema dei 140 caratteri.

Se invece si vuole racchiudere un’informazione in un Tweet è fondamentale riportare solamente i passi principali della notizia, tralasciando parole non fondamentali e costruttive.

Per raggiungere un buon risultato è inoltre importante imparare a collaborare con i propri contatti, coloro che spesso non sono giornalisti. L’obiettivo è quello di sentirsi a proprio agio con essi, condividere con loro ciò che fai e ascoltare i loro suggerimenti.

Ma perchè usare Twitter?

La riposta è semplice e banale: per la quantità di persone che vi sono collegate. Quello che volete sono persone che vi ascoltino, o no?