Zamenhof celebrato da Google
Zamenhof viene ricordato oggi da Google nel giorno del centocinquantesimo anniversario della nascita dell’inventore dell’esperanto, la lingua ausiliaria più parlata al mondo di cui Zamenhof pubblicò il primo libro nel 1887.
Ludwik Lejzer Zamenhof nacque nel 1859 a Białystok, città polacca assoggettata all’impero zarista ed abitata da diversi gruppi etnici che si differenziavano per le distinte posizioni politiche, sociali, linguistiche e religiose.
Nel tentativo di trovare una lingua comune per tutti, Zamenhof pianificò la creazionedi una lingua, di cui tracciò, già tra il 1875 ed il 1878 un suo primo progetto, chiamato Lingwe Universala.
Il 26 luglio 1887 Zamenhof pubblicò l’Unua Libro, il primo libro dell’esperanto. Da questo momento la sua attività si divise tra il lavoro di oculista e la diffusione dell’esperanto.
Per sapere di più su Zamenhof e sull’esperanto è possibile consultare la pagina su Wikipedia.
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E bello cio che lui fece spero che un giono si possa realizare ………
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Bonan tagon (”buongiorno” in esperanto), mi chiamo Paolo Scotti e faccio parte del Gruppo Esperantista di Roma (www.esperantoroma.it), vorrei testimoniare che l’esperanto e’ una lingua viva e vitale fatta apposta per essere “seconda lingua” per tutti, in tutto il mondo.
Questo era nelle intenzioni di Zamenhof e, molto probabilmente, cosi’ sara’; siamo gia’ un bel pezzo avanti e questa lingua senza “protettori potenti” esiste da poco piu’ di cento anni! Non dimentichiamo quanto tempo ha impiegato il latino ad affermarsi (pur essendo imposto dalla potenza romana) e quanto tempo sta impiegando l’inglese “dalle larghe spalle” ad affermarsi fuori dei propri confini.
Storicamente, le lingue sono diventate “dominanti” al seguito di conquiste militari ed economiche; generalmente la “lingua del vincitore” dura finche’ non arriva un nuovo vincitore e ha la caratteristica di sovrapporsi alle lingue locali preesistenti e cancellarle.
L’esperanto e’ di tutti, ma non e’ di nessuno! Non si diffonde nei “territori conquistati”, ma nelle menti di singole persone in tutto il mondo.
Soprattutto, l’esperanto non si propone in sostituzione delle lingue locali che, al contrario, considera patrimonio preziosissimo. La sua funzione e’ molto pratica: “lingua ponte”, “seconda lingua” per tutti (per tutti coloro che lo desiderino, ovviamente!).
Scusate se mi sono un po’ dilungato!
Mille altre info su: http://www.esperantoitalia.it
Saluton.
Paolo
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Con l’esperanto, vantaggi economici, politici, e sociali.
Bisognerebbe essere preoccupati per la gestione dei contatti internazionali. I politici non possono parlare in un modo naturale perché sono dipendenti dagli interpreti. Un errore di traduzione, e questi non sono rari, può provocare conseguenze fatali. Peggio ancora è che la lingua internazionale oggi dominante è l’inglese, una lingua terribilmente difficile da imparare. A causa di motivi di prestigio, molti politici che non hanno l’inglese come lingua madre, vogliono pretendere di conoscerla alla perfezione, mentre di fatto non la conoscono abbastanza bene per partecipare ai dibattiti politici. Questo significa grandi rischi di decisioni difettose perché le decisioni sono prese su traduzioni scorrette e non comprese. Se gli interpreti professionisti traducono scorrettamente, e ciò avviene non di rado, quante volte sbaglieranno i nostri politici?
Per diventare un’unione ben funzionante e democratica, con cui i cittadini dell’UE si sentono solidali, bisogna introdurre una discussione intraeuropea e forse anche sul piano federale, tra i partiti europei. Per realizzare questo c’è bisogno di una lingua comune tra i membri dell’UE come complemento alle diverse lingue nazionali europee. Nel momento in cui esisterà una lingua dell’UE facile da imparare avremo in poco tempo giornali europei e una discussione intraeuropea.
I politici non riusciranno mai a mettersi d’accordo per parlare un’unica lingua nazionale in incontri internazionali, in parte per motivi di prestigio ma anche perché questo darebbe troppi vantaggi psicologici, economici e politici a quei paesi in cui tale lingua è quella madre. È un privilegio enorme poter parlare la propria lingua nelle negoziazioni internazionali. Soltanto una lingua neutrale potrebbe essere accettata in tali situazioni, una lingua che sia anche facile da imparare per tutti.
Dante Chierico 16 12 2009
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