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Hard Disk Esterno Rotto – Consigli

Anche se possiamo considerare l’hard disk esterno un dispositivo sicuro, comunque non è immune da rotture o malfunzionamenti. È stimato che circa il 5% dei dischi fissi si rompe a meno di un anno dall’acquisto, mentre ben il 12% nei quattro anni successivi (Garthner).
Da un punto di vista tecnico è possibile distinguere i guasti dell’hard disk in:
Hardware: dovuti al malfunzionamento fisico del dispositivo;
Software: provocati da danni alla struttura logica dell’apparecchiatura.

Guasti Hardware
Chiamati anche guasti fisici, identificano tutte quelle anomalie dovute all’alterazione di componenti fisici, meccanici ed elettronici dell’hard disk. Sono i più gravi e rendono difficoltoso il recupero dei dati.
Ecco un breve elenco esemplificativo dei danni riferiti a tale categoria:
Headcrash: quando c’è un distacco della sezione magnetica dal piatto dell’hard disk tale da rendere inutilizzabile parte della memoria. È causato, nel dettaglio, dal contatto tra testina e il piatto del disco.
Testine: riferito ai malfunzionamenti delle testine di scrittura/lettura. Ad esempio un urto violento della memoria può causare il distacco della testina e rendere inutilizzabile il dispositivo, o ancora una diminuzione della capacità di lettura generata dall’accumulo di residui sulla testina.
Motore: riguarda tutti i possibili guasti agli elementi che compongono il motore del disco, ovvero bobine, cuscinetti ed asse di rotazione. Ad esempio temperature troppo elevate possono danneggiare i cuscinetti e quindi impedire il normale funzionamento delle testine.
Elettronica: in particolare i guasti ai circuiti elettrici causati da sbalzi di tensione.
Danni termici: possono generarsi in qualsiasi parte dell’hard disk. Ad esempio a causa di variazioni delle temperature si possono generare deformazione dei componenti tali da pregiudicare la corretta funzionalità del dispositivo.

Guasti Software
Definiti anche guasti logici, identificano tutti quei malfunzionamenti riferiti alla struttura logica dell’hard disk. Ricordiamo infatti che la lettura e memorizzazione dei dati in un’unità di archiviazione, implica la sincronizzazione di un elevato numero di variabili. Un’alterazione di questo sistema pregiudica la possibilità di accesso ai dati. Questi guasti possono essere causati da errori dell’utente o dall’azione di virus.
Recuperare i dati da un hard disk danneggiato o rotto è possibile grazie a diversi metodi e appositi software: possiamo utilizzare dei software gratuiti (ma che non garantiscono il massimo dell’affidabilità), software a pagamento o, nei casi ritenuti più importanti, possiamo rivolgerci a laboratori specializzati nel recupero dei dati.

Come Scegliere Hard Disk Esterno

Il settore informatico è in rapida evoluzione ed i prodotti proposti sul mercato sono davvero tanti e non sempre il cliente è in grado di individuare quello più adatto alle proprie esigenze.
In particolare il mondo degli hard disk esterni, soprattutto negli ultimi anni, è stato caratterizzato dalla diffusione di nuove tecnologie che rendono questi dispositivi sempre più piccoli e performanti.

Perché acquistare un hard disk esterno
Al giorno d’oggi qualsiasi apparecchio utilizziamo , ci consente di riprodurre e scaricare file musicali e video: lo storage a nostra disposizione sembra non bastare mai! La soluzione più immediata per aumentare la capacità dei nostri dispositivi è quella di acquistare un hard disk esterno.

Quali caratteri valutare per acquistare un hdd esterno
Ogni dispositivo deve essere valutato in relazione alle proprie esigenze.
Prima di procedere all’acquisto di un hard disk esterno, ti consiglio di valutare i seguenti caratteri:
Trasportabilità: è possibile suddividere gli hdd esterni in due macro-categorie: desktop e portatili. I primi sono caratterizzati da dimensioni/capacità elevate e dalla necessità di un’alimentazione apposita; i secondi sono invece molto più piccoli e utilizzano la connessione USB sia per lo scambio dati che per l’alimentazione.

Capienza, può essere considerato valido il principio secondo il quale più la capienza è elevata, maggiore è la dimensione dell’hdd. Il miglior compromesso per quelli portatili è solitamente 500 GB, mentre per quelli desktop è 1 TB.

Connessione, la maggior parte dei dispositivi utilizzati per aumentare lo storage a nostra disposizione sono muniti di connessione USB per dialogare con i PC. Esistono anche prodotti che dispongono di interfaccia FireWire 400/800 ed eSata.

Velocità di scrittura e lettura, è misurata in rpm , ovvero velocità di rotazione al minuto. Solitamente gli hdd da 2,5” sono caratterizzati da una rapidità pari a 5.400 rpm, mentre quelli da 3,5” da 7.200rpm.

Altre caratteristiche tecniche, come per esempio la possibilità di scegliere una unità Solid State Drive. Ti consiglio di leggere l’articolo “hard disk ssd” per comprendere i caratteri di queste apparecchiature.

Qual è la marca di hard disk esterni migliore
Attualmente i produttori di hard disk esterni presenti sul mercato sono davvero tanti e alcune volte è possibile trovare dispositivi di marche meno conosciute con un rapporto qualità/prezzo davvero elevato, ad esempio il marchio Nilox risponde a tali caratteri. Tra i produttori famosi per l’affidabilità e qualità degli hard disk esterni citiamo Western Digital, Toshiba, Samsung, Seagate e Verbatim.

Per dettagli sui singoli modelli è possibile vedere questa guida sull’hard disk esterno sul sito Sceltatech.com.

Scegliere un hard disk esterno richiede quindi la valutazione di numerose caratteristiche.

Hard Disk SSD – Come Funzionano

Con il termine hard disk SSD, acronimo di Solid State Drive, si identificano quelle unità di archiviazione che scrivono dati su memorie a stato solido come quelle flash. Concettualmente possiamo accomunare il loro funzionamento a quello delle Pen Drive.
Sono anche definiti hard disk di nuova generazione in quanto i dati vengono salvati in celle e non sul disco , come invece avviene in quelli tradizionali.

Vantaggi hard disk SSD
Gli hard disk SSD ti garantiscono:

Maggiore velocità: in media sono 6/7 volte più rapidi di quelli tradizionali, soprattutto nella scrittura/lettura dei piccoli files. Tale vantaggio è evidente nelle fasi di avvio del PC e nell’installazione delle applicazioni. Anche i tempi di latenza sono estremamente bassi;
Praticità: sono sicuramente più piccoli e quindi facili da trasportare di quelli classici;
Silenziosità: in quanto non costituiti da parti mobili in movimento. È bene specificare che esistono alcuni modelli ad alta capacità che richiedono per il raffreddamento l’installazione di ventole aggiuntive che pregiudicano tale carattere.
Consumi ridotti: quando le memorie SSD non sono in uso, al contrario di quelle tradizionali, non generano calore e pertanto garantiscono un notevole risparmio energetico;
Resistenza: sempre per la mancanza di parti mobili, questi dispositivi sono resistenti a shock termici, altitudini e vibrazioni anche estreme;
Affidabilità: in linea generale i crash si verificano in fase di scrittura e non in fase di lettura come negli hard disk classici. È bene specificare infatti che se il crash avviene in fase di scrittura sarà possibile il salvataggio dei files in un’altra allocazione, mentre se si verifica nel processo di lettura sarà più alta la possibilità di una perdita permanente del dato. Anche da un punto di vista strutturale sono meno soggetti a rottura.
Svantaggi degli hard disk SSD
A fronte dei vantaggi prima elencati, chi adopera queste memorie sosterrà i seguenti svantaggi:

Costi maggiori: attualmente il prezzo di questi dispositivi, di poco inferiore all’ euro per GB, è ancora alto. Infatti il costo per gli hard disk tradizionali è di circa 0,10 euro per GB;
Cicli di scrittura limitati: le celle degli hdd ssd possono essere scritte/lette un numero finito di volte;
Perdita di prestazioni: quando i files memorizzati occupano uno spazio prossimo alla capienza massima.
Consigli hard disk SSD
Per ottimizzare le prestazioni di questi dispositivi nel lungo periodo ti consiglio di adoperare la funzionalità TRIM del sistema operativo per cancellare i dati, così da garantirti prestazioni sempre performanti del dispositivo.

Come Inserire i Numeri di Pagina in Word

Stai realizzando una tesina o una ricerca molto importante per la scuola con Microsoft Office Word, e hai quasi finito ma ti manca solamente d’inserire il numero di pagina su tutti i fogli? Non sai dove trovare il comando per farlo? Non riesci ad inserirli e la cosa ti innervosisce molto, in più, come se non bastasse, ti manca pochissimo tempo?
Questo sito ti suggerisce, con semplici mosse, come poter immettere i numeri di pagina.

Iniziamo col dire che questo tipo di modifica la puoi effettuare in due momenti: all’inizio, addirittura prima di iniziare a scrivere, così da toglierti subito il pensiero, oppure alla fine, quando hai finito il tutto.
Per inserire i numeri nelle pagine che hai appena scritto devi innanzitutto andare sulla voce “Inserisci”. Una volta cliccato ti comparirà una “tendina” con diverse opzioni, a questo punto cerca “Numeri di pagina…”, cliccaci sopra.

Una finestra con l’intestazione “Numeri di pagina”, questo è quello che troverai se hai seguito correttamente le precedenti indicazioni. In questa finestrella potrai scegliere: la “Posizione”, cioè dove inserire il numero di pagina; l’“Allineamento”, ovvero dove posizionare il numero; e l’opzione “Formato”, che vedremo meglio poi. Infine puoi scegliere anche se inserire il numero di pagina sulla tua prima pagina, che di solito però è destinata alla copertina, quindi ti raccomandiamo di fare molta attenzione. Per controllare se le modifiche che hai apportato sono corrette e di tuo gradimento, hai a disposizione sulla destra anche una piccola anteprima.
Come inserire i numeri di pagina in Word

Ma andiamo ad analizzare per bene le varie opzioni.
Posizione, potrai scegliere tra “In basso: piè pagina” o “In alto: intestazione”; la differenza tra i due è ovvia, ovvero nel primo caso il numero andrà a posizionarsi sul “Piede” della pagina, cioè sul fondo, mentre nel secondo verrà inserito in “Testa alla pagina”, ossia in alto.

Allineamento, con questo comando potrai scegliere tra: “A sinistra”; “Centrato”; “A destra”; “Interno” ed “Esterno”. Se per le prime tre scelte puoi facilmente intuire le differenze, per le ultime due devi iniziare a ragionare con le pagine “Affiancate”, proprio come se ti trovassi davanti ad un libro e dovessi sfogliarlo; quindi se sceglierai di inserire internamente i numeri, le tue pagine avranno la numerazione sul loro lato “Cucitura”, invece otterrai il contrario se sceglierai di metterli all’esterno perché andranno sul lato di “Taglio”.

Nell’opzione “Formato” invece puoi modificare il tipo di numerazione: se inserire i numeri romani piuttosto che le lettere, maiuscole o minuscole. Se il tuo scritto contiene diversi capitoli, puoi pensare di includere anche la numerazione di questi e potrai scegliere tra la numerazione semplice o, se lo scritto contiene diversi sotto-capitoli, quella abbinata alle lettere. Infine puoi scegliere anche da quale pagina far iniziare la tua numerazione, basta che clicchi “Comincia da” e inserisci nell’apposito spazio il numero della pagina. Ora sei pronto per stampare il tuo documento.

Come Sincronizzare Due Cartelle

Se perdete tantissimo tempo a copiare e incollare i vostri file tra due cartelle e vi siete stancati di fare questa procedura, allora ho il programma che fa al caso vostro e si chiama FreeFileSync. Il software è gratuito e permette di sincronizzare due cartelle in modo completamente automatico.

ScIl primo passo da fare è collegarvi all sito ufficiale Clicchiamo sul pulsante “Download Now” e scarichiamo il programma nel nostro Personal Computer. Finito il download facciamo doppio clic sul file “FreeFileSync_v3.1_win32.exe” e seguiamo la procedura guidata per portare al termine l’installazione.

freefilesync
Finita l’installazione facciamo doppio clic sull’icona del programma presente sul desktop clicchiamo sul pulsante “Sì” per confermare l’installazione automatica degli aggiornamenti automatici. Nella finestra che si apre, facciamo clic sul pulsante “Sfoglia” che si trova in alto a sinistra, per selezionare la cartella di origine che vogliamo impostare per la sincronizzazione.

Ora clicchiamo sul pulsante “Sfoglia” che si trova nel pannello a destra e scegliamo l’altra cartella che dobbiamo sincronizzare. Non ci resta che cliccare prima su “Compara” e poi su “Sincronizza” per sincronizzare fra di loro le due cartelle. Possiamo anche sincronizzare più cartelle fra di loro cliccando sul pulsante verde con il simbolo ” ” e aggiungere tutte le cartelle che vogliamo.

Come Smontare e Testare l’Alimentatore del Computer

Quante volte vi è successo di usare il Pc mentre fuori fa brutto tempo. Nel mezzo di una ricerca il vostro pc si spegne e quando cercate di riaccenderlo non da segni di vita. Le cause possono essere molteplici, ma di solito il componente principale ad abbandonarci è proprio l’alimentatore.. In questa guida vi spiegherò come essere certi del suo corretto funzionamento senza avere bisogno dell’uso di strumenti particolari e senza la necessità di portare il Pc da un tecnico.

La prima cosa da fare è quella di staccare tutti i cavi e fili attaccati al vostro PC facendo attenzione alla posizione in cui si trovano (soprattutto se non siete molto esperti in queste cose) in modo da poterli collegare correttamente una volta terminato il lavoro. Ora che avete staccato tutti i fili dovete prendere il vostro cacciavite a croce e cominciare a svitare il pannello laterale sinistro del vostro PC.

Una volta tolta la paratia esterna dovete svitare le 4 viti che tengono attaccato l’alimentatore al case. Ora guardate dentro il PC ed individuate tutti i cavi che partono dall’alimentatore e che sono attaccati ai vari componenti, dovete staccarli tutti. Solitamente i cavi principali da staccare sono tre, quello della scheda madre, dell’hard disk e del lettore cd.

Una volta staccati tutti i cavi potete procedere nello sfilare l’alimentatore dal suo alloggio.Mentre lo sfilate aiutatevi con una mano nello spostare i cavi in modo che non si incastrino tra le lamiere del case.Ora avrete bisogno di individuare il connettore della scheda madre, facilmente riconoscibile in quanto è il connettore più largo che vedete.

Ora che avete individuato il connettore prendete il filo di rame e spellarlo da entrambi i lati. Cercate il filo verde del connettore (corrispondente al positivo dell’alimentatore) e infilategli dentro un capo del filo di rame, l’altro capo va collegato a ponte ad un qualsiasi filo nero che vedete (che rappresenta la massa). Ora collegate il cavo di alimentazione all’alimentatore e dopo alla presa della rete elettrica, infine premete il pulsante di accensione.

Eseguendo questa operazione faremo in modo di emulare l’accensione del PC semplicemente mettendo un filo di rame a ponte con il positivo e il negativo dell’alimentatore. Per verificare il corretto funzionamento dell’alimentatore basta guardare la ventola posta su di esso, se la ventola entra in azione vuol dire che l’alimentatore è funzionante, quindi il “guasto del vostro PC” è da imputare a qualche altro componente.

Come Sostituire la Batteria del Bios del Portatile

Può capitare, che all’accensione del nostro computer troviamo data e ora errate o che le impostazioni del bios si siano azzerate, o addirittura che la macchina non voglia avviarsi. Può capitare inoltre che sullo schermo compaia una scritta di questo genere CMOS checksum error” o “CMOS read error”.

Se succede non preoccupatevi, è la batteria del bios che si è scaricata e va sostituita. Per fare questa operazione, dobbiamo iniziare togliendo il laterale del case, cerchiamo di localizzare la batteria tampone, quella che somiglia ad un soldo, una volta localizzata se ci rendiamo conto che non è sovrastata da fili, e non è troppo difficile arrivarci, possiamo sostituirla da soli. Di solito nel portatile la batteria bios è facilmente raggiungibile.

Una volta localizzata e libera da ogni filo o ostruzione varia, prendiamo una penna o anche un giravite e facciamo leva sulla linguetta per far si che la batteria si sganci. Udirete un piccolo rumore metallico, nella maggior parte dei casi che certifica l’uscita della batteria dalla sua postazione.

Rimuovi la batteria e sostituiscila con una nuova acquistata in un qualsiasi negozio di elettronica, per pochi centesimi di euro. Togliamo la nuova batteria dalla confezione e la poniamo nel suo alloggiamento, di solito con il simbolo ” ” rivolto verso l’alto, per sicurezza controlliamo sempre. Facciamo una leggera pressione in modo che  un click metallico ci affermi l’avvenuto posizionamento della batteria. Riaccendi il pc e reimposta data e ora.

Come Sostituire Processore del Computer

La CPU, o microprocessore, è il cuore di ogni computer: da essa dipendono gran parte delle prestazioni complessive del sistema. Sostituendolo con uno più performante, quindi, si può ottenere un computer più veloce senza doverne acquistare uno nuovo. La sostituzione della CPU, però, è un’operazione molto delicata perché, se non fatta correttamente, rischia di danneggiare il computer che potrebbe non avviarsi più.

Prima di procedere alla sostituzione del processore è necessario capire quali sono i processori che si possono installare sulla propria. CPU-Z analizza il sistema e ti fornisce alcune informazioni sull’hardware. Vai nella scheda CPU per rilevare il modello di processore installato sul computer. Lo puoi leggere nel campo Name sotto la voce Processor. In Package, invece, è indicato il tipo di socket della scheda madre, ovvero il tipo di attacco usato anche per la ventola ed il dissipatore. Spostati, ora, nella scheda Mainboard, dove in Manufacter puoi rilevare il nome del produttore della scheda madre mentre in Model è indicato il modello della stessa. Queste informazioni ti servono per scoprire, attraverso il manuale o il sito del produttore, quali processori possiamo installarci.

Ora, per prima cosa prendi il tuo PC e scollega tutti i cavi di alimentazione e tutte le eventuali periferiche presenti. Scarica l’energia elettrostatica accumulata dal nostro corpo (è molto pericoloso toccare parti del computer quando le nostre mani sono elettrostatiche, perciò usa dei guanti in lattice per sicurezza!) e, servendoti di un cacciavite, rimuovi il pannello laterale dell’unità centrale per poter accedere all’interno del case. Per eseguire ogni operazione nel modo più comodo, carica il case su un tavolo o su una superficie ampia e stabile.

La prima cosa che devi fare, una volta aperta l’unità centrale, è scollegare il cavo di alimentazione della ventola del processore della scheda madre come da immagine. Dopo averlo fatto devi sbloccare gli agganci che fissano il dissipatore e la ventola alla motherboard. Ci sono differenti tipi di agganci a seconda del socket ed in alcuni casi sarà necessario ruotare alcuni perni con un cacciavite, mentre con altri modelli si dovrà agire su una leva di sblocco.

A questo punto puoi rimuovere il dissipatore e la ventola per accedere allo slot su cui è presente la CPU. Attraverso la piccola levetta presente sblocca il meccanismo che tiene fissato il processore al socket della scheda madre e servendoti di due dita tira verso l’alto la CPU, facendo opportuna attenzione a non piegare i vari piedini. Una volta rimosso il vecchio processore, riponilo nella scatola del nuovo e conservalo bene.

Ora prendi la nuova CPU ed inseriscila nel socket della scheda madre. Il processore ha una forma più o meno quadrata: per non sbagliare il verso col quale dev’essere inserito, alcuni spigoli hanno una forma irregolare in modo da consentire l’installazione solo nel verso giusto. Riponi, quindi, il meccanismo di blocco nella posizione originale per fissare la CPU alla motherboard e fai molta attenzione a non piegare alcuna piccola parte di questo delicatissimo oggetto.

All’interno della confezione di vendita della nuova CPU, oltre al dissipatore, è presente un piccolo tubetto con della pasta termica. Dovrai applicarne un po’ sulla superficie del processore e stenderla per formare uno strato sottile ed omogeneo. Questa pasta serve a favorire un migliore contatto tra CPU e dissipatore in modo da assicurare un buon raffreddamento e disperdere il calore generato, perciò è di estrema importanza che non dimentichi di applicare la suddetta pasta.

In conclusione, posiziona il nuovo dissipatore sul socket della scheda madre e fissalo servendoti del meccanismo di cui è dotato. Con i processori Intel si dovranno premere i quattro perni laterali fino ad inserirli completamente sulla motherboard, mentre con quelli AMD viene usato un meccanismo con leva di blocco. Dopo aver fatto ciò, collega il cavo di alimentazione della ventola alla scheda madre e richiudi il case. Ora puoi ricollegare le periferiche e riavviare il sistema.

Come Scegliere Cuffie per Pc

Spesso ascoltare la musica in bassa qualità non ci consente di apprezzarne completamente tutti i dettagli; dettagli che spesso distinguono la bella musica dal resto. Nella guida sono spiegate in maniera accessibile tutte le specifiche tecniche delle comuni cuffie in commercio, e troverai una serie di suggerimenti per compiere un ottimo acquisto con una giusta spesa.

In questa guida facciamo riferimento in modo particolare alle cuffie per ascoltare la musica. Bisogna comunque considerare che oggi sono disponibili anche modelli destinati per giocare. Relativamente a questi dispositivi è possibile vedere questa guida sulle cuffie gaming pubblicata sul sito Opinionierecensioni.com.

La musica è un insieme di suoni e emozioni, ma spesso la prima delle due caratteristiche non viene apprezzata a dovere, poiché gli strumenti di riproduzione sono inadeguati e non forniscono una buona resa d’ascolto. Infatti le casse del portatile, gli auricolari in dotazione ai cellulari o ai lettori mp3 sono spesso i più utilizzati ma allo stesso tempo sono i più scadenti. Se è invece tuo desiderio ascoltare degnamente la musica che ti piace, riuscirai con una piccola spesa ad acquistare un buon prodotto.

Innanzitutto assicurati che la musica che ascolti sia in formati di alta qualità. Recati in un negozio di elettronica di consumo, oppure fai una ricerca su internet fra i negozi di ecommerce. Nel reparto “cuffie” troverai probabilmente una sfilza infinita di prodotti di tutte le marche e di tutti i prezzi. Per prima cosa stabilisci il “budget economico” della spesa, cioè quanto sei disposto a spendere.

Analizziamo ora le specifiche tecniche. Dietro ogni scatolo troverai più o meno sempre questi dati: la risposta di frequenza (misura in hertz – simbolo Hz – della gamma di frequenze che un riproduttore riesce a fornire in uscita), la sensibilità (in dBSPL, indica il valore minimo di volume del segnale per una resa sonora ottimale) e l’impedenza (misura in ohm – simbolo “Omega” – della resistenza offerta dall’amplificatore).

La risposta in frequenza di una cuffia è relativamente importante, ma non va sottovalutata. Infatti un umano di età media riesce a percepire un range di frequenze pari a 30-18000 Hz, mentre per un ragazzo di 15-20 anni il range è più elevato. Perciò un buon range di frequenze offerto dalle cuffie deve essere più ampio di quello percepibile in natura dall’orecchio umano. Inoltre più gli estremi si spingono verso gli infrasuoni (20000 Hz) e maggiore sarà la fedeltà dei valori centrali di frequenze.

La sensibilità è un parametro molto importante in quanto tiene conto di molte variabili di costruzione e rivela spesso la vera qualità di un prodotto. Infatti essa ci fornisce il valore minimo di volume che deve avere il segnale in uscita dal riproduttore (ad. esempio dal lettore mp3) per far sì che le cuffie rendano qualitativamente bene. Perciò valori di sensibilità maggiori di 90 dB sono buoni. I migliori sono quelli intorno ai 105-109 dB.

Infine l’impedenza è concettualmente la “resistenza” che oppone la cuffia al passaggio e alla riproduzione del segnale audio. Perciò valori alti di impedenza solitamente producono un minore volume massimo in uscita. Di contro però valori bassi di impedenza producono un maggiore livello di distorsione. Perciò orientati sempre su valori di impedenza compresi fra 32 e 50 Ohm. Resta però da definire un’ultima legge fondamentale: la marca garantisce una buona fattura delle cuffie e una buona qualità dei materiali. Perciò non orientarti su marche sconosciute e di basso costo (pur offrendo buone specifiche) in quanto peccano poi di qualità nei materiali in cui sono costruiti gli altoparlanti e la circuiteria.

Come Nascondere i File in Immagini in Windows

In questa guida spieghiamo come nascondere i file in immagini in Window.ss.

A prima vista può sembrare strano e complicato ma vi assicuro che è semplicissimo.

Per poter nascondere un file (si consigliano archivi .rar) in una immagine è sufficiente utilizzare il comando “copy /b” che permette di unire due file in modo binario.

Creiamo il nostro archivio.rar e procuriamoci un’ immagine (bella grande in modo che le dimensioni finali non diano sospetti)
Copiamo entrambi i file in una cartella in C:\ con il nome “prova” (naturalmente il nome può essere variato)
Apriamo il prompt dei comandi.
Posizioniamoci all’interno della nostra cartella prova digitando il comando (premere Invio per confermare i comandi)
cd c:\prova
A questo punto dobbiamo utilizzare il comando, prima citato, copy /b in questo modo:
copy /b immagine.jpg + archivio.rar immagineConFileNascosto.jpg

Visualizzare i file dell’archivio .rar

Posizioniamoci sul file prova.jpg o come lo abbiamo chiamato.
Cliccare su Apri con – Programma – selezioniamo Gestore archivi WinRAR.

Nascondere i file in immagini in Windows è quindi molto semplice.

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