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Backup dei dati su Linux – LuckyBackup

Per effettuare il backup dei vostri dati su Linux esiste un programma, completamente gratuito, apposta per questo scopo.

LuckyBackup è un software molto semplice da utilizzare, adatto anche a chi è alle prime armi con Linux. Dopo averlo installato dovrete solamente cliccare sul pulsante ‘Add’, scegliere le cartelle di origine e destinazione e il programma farà il resto.

Se siete invece un po’ più esperti potrete sfruttare al meglio tutte le opzioni avanzate cliccando sul bottone ‘Advanced’ dove potrete impostare backup remoti e pianificare operazioni, come l’esecuzione di backup programmati in base al giorno e all’orario.

Risolvere l’errore Grub Error 15

L’errore Grub Error 15 può presentarsi durante la configurazione iniziale quando si installa Grub nel master boot record o quando si tenta di avviare Linux.

Il problema si verifica anche quando l’immagine del kernel quindi bisogna verificare che il file a cui fa riferimento Grub esista nella partizione di boot.

Per individuare il nome esatto del file è necessario avviare il sistema usando il cd di installazione e fare il mount della partizione di root.
A questo punto è possibile eseguire il chroot del sistema e verificare i file presenti.
# cd /boot
# ls
Questo comando elenca tutti i kernel presenti nella partizione di boot.

Il problema può presentarsi se si è configurato Grub con la partizione di boot al posto di quella di root.
In questo caso è necessario digitare c al prompt di Grub e eseguire i seguenti comandi
grub> root (hd0,1)
(hd0,1) specifica la partizione di boot

grub> kernel /boot/vmlinuz-2.6.XX-xx-generic

grub> initrd /boot/initrd.img-2.6.XX-xx-generic

grub> boot

Copiare i file con Scp

Scp funziona in modo simile a rcp ma crittografando i dati durante il trasferimento e quindi permette di copiare i file in modo sicuro tra due computer.


La sintassi del comando è
scp <origine> <destinazione>
<origine> indica il file o la directory che devono esseere copiati.
<destinazione> indica dove devono essere copiati.

Per copiare il file test.log dal nostro computer al computer remoto chiamato server1 nella cartella /tmp usiamo quindi il seguente comando
# scp ./test.log root@server1:/tmp
Per copiare il file test-log dal computer remoto sul nostro computer usiamo il seguente comando
# scp root@server1:/tmp ./test.log
Scp supporta diverse opzioni tra le quali le più importanti sono le seguenti
-P porta
Specifica la porta da usare per connettersi al computer remoto
-p
Mantiene le informazioni del file di origine relative all’ora di modifica e accesso.
-r
Copia le directory contenute nella directory specificata
-S programma
Specifica il programma da utilizzare per la connessione

Linux – Ubuntu ha 12 milioni di utenti


Ubuntu ha raggiunto 12 milioni di utenti, questo l’annuncio di Chris Kenyon, vice presidente del reparto OEM di Canonical.

Si tratta di un dato positivo considerando che nel 2008 gli utenti che utilizzavano la distribuzione erano solo 8 milioni.

Ovviamente si tratta solo di stime, non esistendo un sistema di registrazione non si hanno dati precisi.
Il dato è però stato raccolto utilizzando le stesse procedure usate nel 2008, la crescita dovrebbe essere quindi reale.

Non resta che capire se la crescita di Ubuntu continuerà anche nei prossimi mesi, in attesa della pubblicazione di Ubuntu 10.04.

Velocizzare gli aggiornamenti Linux – Approx


Approx è un’applicazione che permette di recuperare i pacchetti da dei repository remoti e archiviarli localmente in modo che sia possibile effettuare l’upgrade di server Debian limitando il traffico di rete.
Questo avviene perchè il pacchetto è scaricato da internet una sola volta anche se è necessario per più computer.

Approx semplifica anche l’amministrazione dei client perchè l’indirizzo dei repository deve essere cambiato solo nel file di configurazione dell’applicazione e non su tutti i computer.

Per installare approx è necessario utilizzare il seguente comando
# apt-get install approx

Una volta terminata l’installazione è possibile configurare l’applicazione modificando il file /etc/approx/approx.conf

interval 120
max_wait 10
debian          http://http.uk.debian.org/debian
security        http://security.debian.org/debian-security
non-us        http://non-us.debian.org/debian-non-US

A questo punto è possibile riavviare approx

#/etc/init.d/approx restart

Sui client è necessario modificare il file /etc/apt/sources.list in modo che venga utilizzato il server approx

deb http://serverapprox:9999/debian stable main non-free contrib
deb-src http://serverapprox:9999/debian etch main non-free contrib
deb http://serverapprox:9999/security stable/updates main non-free contrib
deb-src http://serverapprox:9999/security etch/updates main contrib non-free
deb http://serverapprox:9999/non-us stable main non-free contrib

A questo punto è possibile eseguire l’update dei computer
# apt-get update

Per eseguire questa operazione viene usato approx e quindi gli update successivi al primo computer saranno molto più veloci.

Rilevare intrusioni in un sistema Linux – AIDE

Aide è un’applicazione open source per il rilevamento delle intrusioni tramite il controllo del filesystem.
Aide rileva se ci sono state modifiche nei file binari presenti nel sistema e se questi sono stati sostituiti

Per insallare AIDE su ubuntu possiamo utilizzare i seguenti comandi
# apt-get update
# apt-get install aide

Una volta terminata l’installazione è possibile modificare la configurazione utilizzando il file /etc/aide/aide.conf

Utilizzando il comando
# aideinit
viene creato un nuovo database nella directory specificata dal parametro database_outlocation del file /etc/aide/aide.conf.

Il nuovo database deve essere copiato nella director corretta
# cp /var/lib/aide/aide.db.new /var/lib/aide/aide.db

A questo punto è possibile eseguire un controllo manuale
# aide -c /etc/aide/aide.conf –check

Di default AIDE crea uno script in /etc/cron.daily/aide che viene eseguito ogni giono e verifica l’integrità del sistema e se rileva problemi invia una mail.
Di default la mail viene inviata all’utente root ma è possibile specificare un altro utente inserendo il paramentro MAILTO nel file /etc/default/aide

MAILTO=mail@mail.local

Per evitare che AIDE segnali problemi in seguito all’esecuzione degli aggiornamenti è necessario eseguire questi comandi quando si aggiornano le applicazioni o si cambiano i file di configurazione

# aideinit
# cp /var/lib/aide/aide.db.new /var/lib/aide/aide.db
# aide -c /etc/aide/aide.conf –check

Accedere a Linux senza conoscere la password di Root


Per accedere a Linux senza conoscere la password di Root è necessario eseguire le seguenti operazioni
-Riavviare fisicamente il computer.
-Premere e quando si arriva al menu di grub.
-Individuare la riga che inizia con kernel e premere nuovamente e per modificarla.
-Aggiungere init=/bin/bash alla fine della riga che inizia con kernel.
-In questo modo è possibile fare il boot in un sistema con delle funzionalità ridotte.
-Dalla linea di comando è possibile a questo punto fare il mount della partizione di root con il comando
mount -no remount,rw /
e modificare la password con passwd.

Se grub è protetto è possibile accedere con un live cd.
Dopo che è stato effettuato l’avvio con il live cd è necessario aprire una shell e digitare il comando
fdisk -l
per invididuare le partizioni presenti sul disco.
A questo punto è possibile effettuare il mount della partizione di root con il comando
mount -o,rw /dev/hda1 /mnt
A questo punto è possibile verificare se l’operazione è avvenuta con successo con il comando
ls /mnt
e utilizzare chroot per utilizzare la partizione di cui si è effettuato il mount come partizione di root
chroot /mnt
Una volta completata questa operazione è possibile resettare la password con il comando passwd.

Cambiare sfondo del Desktop automaticamente in Linux – Wally


Wally è un programma con il quale è possibile cambiare lo sfondo del Desktop automaticamente in Linux, la caratteristica principale dell’applicazione consiste nella possibilità di utilizzare sfondi presenti sul proprio computer e sfondi messi a disposizione da servizi come Yahoo, Panoramio, Pikeo, Ipernity e Photobucket.

I pacchetti di installazione possono essere scaricati dal sito.
Una volta fatto questo è possibile installare il programma.

sudo dpkg -i wally_2.3.2-1_i386.deb

Una volta terminata l’installazione è possibile avviare il programma e configurarlo attraverso l’interfaccia.

Le opzioni messe a disposizione sono numerose e permettono di impostare l’intervallo di tempo per il cambio di sfondo e i servizi da utilizzare per il download.

Wally è uno strumento interessante per chi vuole personalizzare il proprio computer e cambiare sfondo del Desktop automaticamente.

Linux – Pubblicato il kernel 2.6.33


La versione 2.6.33 del kernel Linux è stata pubblicata ieri, le novità sono piuttosto numerose e interessanti.

La novità più facilmente apprezzabile dagli utenti è quella all’inserimento del codice del progetto Nouveau nel kernel.
Nouveau è un progetto creato con l’intenzione di sviluppare dei driver open source per le schede video Nvidia con un lavoro di reverse engineering sui driver proprietari di Nvidia, l’obiettivo è quello di migliorare le prestazioni delle schede video in Linux.
Lo sviluppo dei driver non è ancora completo visto che diverse funzionalità 3D non sono supportate ma l’aggiunta di questo codice aumenta il numero di schede video supportate nel nuovo kernel.

Un’altra novità interessante riguarda la tecnologia Dristributed Replicated Block Device tramite la quale è possibile utilizzare una periferica a blocchi remota presente in rete come se fosse collegata al computer locale.

Gestire i log in Linux con Logrotate


Logrotate è uno strumento molto utile per la gestione dei log in Linux, mette a disposizione numerose opzioni come la rotazione automatica, la compressione e l’invio tramite mail dei file di log.
I log possono essere ruotati ogni ora, giornalmente, settimanalmente o mensilmente.

Logrotate è installato di default in quasi tutte le distribuzioni e viene eseguito tramite cron.

I due file più importanti di questa applicazione sono /etc/logrotate.conf e /var/lib/logrotate.status.
In alcuni sistemi è possibile trovare /var/lib/logrotate/status al posto di /var/lib/logrotate.status.

/etc/logrotate.conf è il file che contiene la configurazione dello strumento mentre nel secondo file si trovano le informazioni relative all’ultima rotazione dei log.
Le opzioni presenti in /etc/logrotate.conf sono usate come default per la gestione dei log ma è possibile specificare impostazioni diverse da applicare a ogni file di log aggiungendo i file di configurazione nella cartella /etc/logrotate.d.

Le principali opzioni che proviamo in /etc/logrotate.conf sono le segueni
rotate <num> – Il numero di volte per cui i log vengono ruotati prima di essere cancellati.
daily – La rotazione deve essere fatta giornalmente.
weekly – La rotazione deve essere fatta settimanalmente
monthly – La rotazione deve essere fata mensilmente
notifempty – Non eseguire la rotazione se il log è vuoto.
compress – Comprimere il file dopo la rotazione.
delaycompress – Rinviare la compressione alla prossima rotazione.
missingok – Se manca un log non deve essere generato un errore ma l’operazione deve essere continuata con il file successivo.
create <mode> <owner> <group> – Dopo la rotazione viene creato un nuovo file con queste caratteristiche.

Il file /etc/logrotate.conf sarà quindi simile al seguente

weekly

# keep 4 weeks worth of backlogs
rotate 4

# send errors to root
errors root
# create new (empty) log files after rotating old ones
create

# uncomment this if you want your log files compressed
#compress
1
# RPM packages drop log rotation information into this directory
include /etc/logrotate.d

# no packages own lastlog or wtmp –we’ll rotate them here
/var/log/wtmp {
    monthly
    create 0664 root utmp
    rotate 1
}

/var/log/lastlog {
    monthly
    rotate 1
}

Interessante notare la presenza dell’opzione include /etc/logrotate.d.
Questa impostazione specifica che le applicazioni che generano log possono utilizzare logrotate inserendo un file di configurazione all’interno di questa cartella.

Installando apache viene infatti creato un file httpd con un contenuto simile al seguente

/var/log/httpd/*log {
    missingok
    notifempty
    sharedscripts
    postrotate
        /sbin/service httpd reload > /dev/null 2>/dev/null || true
    endscript
}

In questo file possiamo notare la presenza di un parametro di cui non abbiamo parlato in precedenza che è postrotate.
Le opzioni prerotate e postrotate permettono di specificare gli script che devono essere eseguiti prima e dopo la rotazione dei log.
Un’altra opzione interessante è sharedscripts tramite la qualche si specifica che lo script deve essere eseguito solo una volta e non per tutti i file di cui si esegue la rotazione.
Nel caso di apache i file di log rotati sono infatti più di uno ma lo script esegue semplicemente il reload di apache e quindi non c’è bisogno che venga eseguito due volte.

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